Blog di Urban Sketching e Disegno

Diario di viaggio: disegnare in Giappone – 1° parte

Quest’estate sono andato in viaggio in Giappone con Eva e come ogni anno abbiamo raccolto i ricordi della vacanza in uno sketchbook, o diario illustrato, in cui io disegno e lei scrive i testi.

In questa serie di articoli in tre parti potrete seguire le tappe delle nostre tre settimane di viaggio.

Trovate qui tutti i post della serie.

I diari di viaggio delle vacanze precedenti sono qui.

Buona lettura.

Giorni 1 e 2: Varsavia e arrivo a Tokyo

Il viaggio inizia con uno scalo di 12 ore a Varsavia diventato eterno perchè piove a dirotto e i nostri piani di fuggire a visitare la città si schiantano nelle pozzanghere. L’attesa in aeroporto è lenta e tra una cruciverba un libro e un rebus infilo un paio di disegni di ciò che vedo dalle noiose finestre dello scalo.

Nel primo disegno uno degli aerei in attesa di imbarcare la gente e un aereo in lontananza che atterra sollevando acqua nebulizzata dalla pista. Ho usato colori spenti per descrivere la giornata grigia e qualche effetto di bagnato e riflessi sulla pista.

Nel secondo disegno una delle torri di controllo che si vedevano all’orizzonte. Il soggetto è lo stesso nelle due pagine, visto in lontananza e da vicino. Ma quando apre il nostro gate?

Giorno 3: Tokyo

Arrivati con estrema calma a Tokyo esploriamo la zona a ovest: Shibuya e Shinjuku, il santuario Meiji e un quartiere di negozi alla moda lungo Cat Street. I palazzi sono costruiti in modo diverso dal nostro, sono alti e sottili e tra di loro ci sono strettissime intercapedini in cui si trovano biciclette parcheggiate, attrezzi o sterpaglie. Un mondo di dettagli che passano facilmente inosservati, ma che ci hanno affascinato.

Nei disegni decido di ritrarre l’ingresso al bosco del santuario Meiji e i lavori in corso in una via commerciale.

I timbri sono di grande aiuto per riempire le pagine e illustrare gli elementi più complessi. La pagina che segue descrive la fine della prima giornata con la visita al Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo per vedere la città dall’alto, una tappa a lavarsi nei bagni pubblici e il pupazzo di un’anguilla che la signora della minuscola izakaya nei vicoli di Omoide Yokocho usava per indicarci quali parti del pesce stava utilizzando per prepararci gli spiedini.

Giorno 4: Tokyo

Morte morte morte. Agosto in Giappone nel piazzale del palazzo imperiale di Tokyo è l’immagine più vicina al clichè dell’uomo nel deserto che striscia alla ricerca di acqua e riparo. Diventiamo liquidi.

Scivoliamo in metro per andare a mangiare sushi nei ristoranti del mercato di Tsukiji. Il disegno non rende la morbidezza e qualità del pesce che abbiamo assaggiato, il tonno grasso strepitoso. Rifocillati ci laviamo e nel primo pomeriggio andiamo al cinema a vedere 君たちはどう生きるか, cioè Kimi-tachi wa dō ikiru ka, cioè E voi come vivrete?, cioè Il ragazzo e l’airone, insomma l’ultimo film di Miyazaki Hayao che uscirà in Italia a gennaio 2024. Ho disegnato la locandina, che è stata l’unica immagine promozionale del film, che è uscito nelle sale giapponesi senza trailer per mantenere un alone di mistero. Scelta azzeccatissima perchè siamo arrivati alla prima visione senza nessuna aspettativa o pregiudizio.

Se non avete ancora visto il trailer internazionale o altre immagini del film vi consiglio di non guardare nulla e di aspettare di vederlo al cinema.

Ovviamente non abbiamo capito un cazzo. Era in giapponese non sottotitolato e lo sapevamo, ma non ce lo potevamo perdere e ora siamo molto curiosi di rivederlo per capire la storia che dalle immagini era molto accattivante. Piaciuto!

A proposito di giapponese e non capirci un cazzo, sto scrivendo un blog che è più che altro una cronaca quotidiana sul mio tentativo di imparare il giapponese. Ogni giorno pubblico una o due righe su una parola che ho imparato o più normalmente sfogo la mia frustrazione. Se siete curiosi di scoprire questi deliri li trovate qui, ma non aspettatevi nulla di interessante: https://giappunti.bearblog.dev/blog/

Giorno 5: Omiya e Kawagoe

Treni! Stazioni! コインロッカー che si legge koinrokku e vuol dire coin locker, cioè gli armadietti a gettoni dove lasciare i bagagli nelle stazioni. 

Siamo a Omiya a visitare il museo dei treni, dopo aver vagato per mezz’ora in stazione alla ricerca di un armadietto dove lasciare i bagagli che ci portavamo dietro perché quel giorno avremmo cambiato albergo a Tokyo. 

Il museo è interattivo e oltre a treni e vagoni ospita un plastico ferroviario enorme e svariati simulatori con cui è possibile imparare a gestire treni, biglietterie e il traffico nelle stazioni. Purtroppo la parte interattiva è indirizzata agli studenti giapponesi, ma il museo vale comunque la visita. Ho disegnato una delle locomotive più simpatiche tra quelle esposte, la KuHa 181 della linea とき (toki), una linea di treni veloci che prende il nome dall’ibis giapponese.

Il tentacolo alieno nella pagina a destra è un lunghissimo cetriolo sottaceto che abbiamo assaggiato a Kawagoe, una cittadina che ha un quartiere con edifici del periodo Edo (tra il 1603 e il 1868). I cetrioli sono una delle armi che l’essere umano ha per difendersi dai Kappa. Secondo la leggenda i Kappa hanno l’abitudine di nutrirsi dello spirito e delle interiora delle persone, che risucchiano attraverso l’ano della vittima. C’è una cosa che ai Kappa piace più delle interiora dei bambini, e sono appunto i cetrioli. The more you know.

Rubrica Curiosità sul Giappone 1

Questa è la prima di 3 pagine disegnate e scritte interamente da Eva, in cui raccoglie le varie curiosità, domande e osservazioni che man mano ci facevamo durante il viaggio. Gli argomenti vanno dai topi alle borse a degli sci che ops forse non sono sci.

Giorno 6: Kamakura

Nuova gita in giornata partendo da Tokyo: Kamakura, la città con la più grande e antica statua metallica di Buddha del Giappone. Sarà vero? Chi lo sa. So solo che quel giorno l’interno non si poteva visitare perchè era diventato letteralmente un forno.

Arriviamo in città su un trenino delizioso, e scopriamo che siamo a due passi dal mare. Dato che fino ad oggi solo Eva ha toccato l’Oceano Pacifico andiamo a curiosare in spiaggia. Terribile, sembra una distesa di fango davanti ad una via di case scassate. L’acqua è proprio come ce la aspettavamo: bagnata e salata. Nota di colore: i numerosi cartelli di rischio tsunami con i consigli da come riconoscere le avvisaglie e come rifugiarsi nei luoghi più elevati della città. Ho disegnato nella pagina a sinistra proprio un pezzo della stradina sterrata che conduce alla spiaggia, cercando di dare l’idea della giornata che minacciava pioggia.

Il grande Buddha compare nel timbro che abbiamo trovato in stazione e nella pagina a destra invece ho disegnato uno degli stupendi santuari che abbiamo visitato quel giorno: il Tsurugaoka Hachimon. Ho rifatto lo stesso disegno su una delle tre cartoline illustrate che abbiamo spedito estraendo a sorte tra gli amici che ci avevano mandato l’indirizzo di casa su Instagram.

Giorno 7: Tokyo

Penultimo giorno di visita alla capitale orientale (è questo il significato di Tokyo: 東京, 東 = est, 京 = capitale). Mattina e pomeriggio a spasso per negozi nel quartiere di Akihabara dove esploriamo スーパポテト (Superpotato), un negozio di giochi e console retrò. C’è la prima edizione di Pokemon per Game Boy, la versione verde mai uscita fuori dal giappone, ma decido di ritrarre un Game Boy Pocket rosso, proprio come quello che avevo quando ero piccolo. I libri disegnati accanto al Game Boy sono quelli che abbiamo visto nelle librerie di libri vintage e usati del quartiere Kanda-Jimbocho. Sono rilegati con il metodo tradizionale giapponese

Nella pagina a destra invece ho dipinto il palazzo della sede della birra Asahi. Appoggiato sopra a uno dei due edifici c’è l’enorme fiamma simbolo del marchio. Ovviamente agli occhi di tutti è una cacca gigante, per Eva è una patata dolce. De gustibus.

Ci beviamo qualche birretta nel bar dell’ultimo piano del palazzo più alto, guardando con calma il panorama notturno della città sopra Asakusa.

Il viaggio continua

Qui termina la prima parte del racconto di questo viaggio, prossimamente pubblicherò le pagine di diario della seconda e della terza settimana di viaggio. Qui potete scoprire come tenervi aggiornati.

Materiali utilizzati

La new entry di quest’anno oltre ai materiali che trovate qui è un nuovo sketchbook in un formato poco più grande dei Moleskine che uso di solito per i diari di viaggio, e con l’enorme vantaggio di avere la carta 100% cotone. È prodotto da Hahnemühle.

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