Blog di Urban Sketching e Disegno

Esercizi per dipingere paesaggi: i valori di luci e ombre

La seconda lezione del corso per dipingere paesaggi che ho iniziato, si concentra ancora sull’individuazione dei valori tonali delle immagini.

Ho utilizzato ancora il bianco e nero, questa volta per dipingere studi basati su fotografie, invece che su altri dipinti già finiti.

Studiare una fotografia è più difficile che studiare un dipinto

Il primo scoglio a cui sono andato incontro è che una fotografia è molto più difficile da studiare rispetto a un dipinto.

Un dipinto, per quanto complesso, è già una semplificazione della realtà da parte dell’artista.

Quando si studia un dipinto, tutte le scelte di come raggruppare luci e ombre sono già state fatte dall’artista che lo ha dipinto. La parte difficile del lavoro è già stata fatta e per chi fa uno studio non resta che tentare di decifrarla.

Anche la composizione è già pronta, le forme già raggruppate, il soggetto principale già evidenziato. L’artista ha già deciso se evidenziare un dettaglio o se mischiarlo insieme ad altri dettagli insignificanti in una macchia di colore.

Quando si studia una fotografia, invece, tutto questo difficile procedimento va fatto in prima persona.

Questione di scelte

In realtà le scelte da fare per trasformare una fotografia in un dipinto sono la parte più interessante nel dipingere paesaggi.

Per tutti questi studi ho dovuto effettuare alcune scelte.

Nella prima immagine ho deciso di incorniciare la torre del castello in una massa unica di colore, semplificando i dettagli del fogliame.

Nella seconda ho invece eliminato i dettagli delle zone d’ombra dei palazzi (che in foto erano pieni di dettagli) per esasperare il contrasto con la facciata laterale del palazzo colpito dalla luce del sole, e dalle luci provenienti dalle vetrine al piano terra, con i loro riflessi sulla pavimentazione.

Questo terzo studio deriva da un’immagine particolarmente complessa perchè scattata in Irlanda in una giornata nuvolosa.

Non c’era nessun colpo di luce che delineasse chiaramente le forme, e il grosso del dipinto è composto da mezzitoni scuri. Il prato con le pecore in primo piano si distacca dal resto dell’immagine perchè più chiaro, anche se di poco.

Restando in tema pecore, ecco un quarto soggetto ritratto in una giornata nuvolosa.

Anche qui i toni rimangono piuttosto scuri, con le pecore bianche che spiccano in una delle zone più scure del dipinto. Il loro bianco è molto visibile e luminoso proprio perchè contrasta con una zona molto più scura.

Nel dipingere paesaggi, come ogni altro soggetto, non sembre bisogna utilizzare tutta la gamma dinamica dal bianco puro al nero puro, ma limitarsi a un gamut ristretto di tonalità di grigio.

Nell’immagine successiva ho invece dipinto un controluce, cercando di riprodurre il bagliore e l’effetto direzionale della luce del sole nel tardo pomeriggio invernale.

Tentativi falliti

Anche se normalmente questi studi riescono al primo tentativo, può capitare di sbagliare completamente quando il soggetto diventa più complesso.

Il primo tentativo di dipingere questo faro è stato un disastro. Non sono riuscito a decidere come separare le forme di luce e quelle di ombra, e il risultato è stato questo. Le pennellate sono evidentemente indecise, e la resa finale assolutamente confusa.

Il secondo tentativo, rifatto dopo aver analizzato gli errori del primo, è decisamente più leggibile.

I dettagli si concentrano sul punto focale, che è lo scoglio sul quale è stato costruito il faro, mentre le rocce in primo piano sono abbozzate con qualche pennellata.

Risultato degli esercizi

Ecco il collage dei dipinti con le loro foto di riferimento, per darvi un’idea di come ho interpretato gli originali.

La prossima lezione del corso di pittura di paesaggi introdurrà una palette limitata di colori. Pubblicherò qui i miei progressi con i miei commenti.

Il corso che sto seguendo lo trovate su Schoolism.

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