C’è un fascino particolare che ha il mare in inverno, con il letargo degli orrendi lidi la spiaggia diventa una distesa libera per tutti. Dato che c’è poco da fare, nonostante avessi portato il costume, che è rimasto nello zaino per codardia, ho avuto molto tempo per dipingere. Certo, tra un morso di focaccia e l’altro. Fortunatamente il mare lava l’unto dalle dita e il foglio non si macchia.
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Come dipingere ad olio partendo da uno studio fatto con le gouache durante una sessione en plein air? In questo articolo vi spiego il procedimento che ho utilizzato per il mio ultimo dipinto.
Partiamo dallo studio fatto con le gouache. Ad aprile sono uscito spesso a dipingere en plein air. In una di quelle uscite ho realizzato questo dipinto: un boschetto di alberi che nel tardo pomeriggio si rifletteva in una risaia allagata.
Di recente ho dipinto delle copie di tre oli di Richard Schmid (1934-2021). Richard Schmid è stato uno dei pittori americani contemporanei più apprezzati sia per i suoi paesaggi che per i suoi ritratti.
Per noi artisti è ancora più apprezzato perchè nella sua carriera ha scritto un manuale fondamentale di pittura, che si chiama Alla Prima: Everything I Know About Painting. Oltre a quello, ha realizzato una serie di video che furono rilasciati in DVD in cui esegue diverse dimostrazioni di pittura di paesaggio e di ritratto.
Vi siete mai trovati davanti a un paesaggio, pronti a dipingere, e vi siete chiesti: “Ma come c***o faccio a iniziare questo dipinto?”
Sto continuando ad utilizzare i colori ad olio, sia durante le sessioni di plein air che in studio. Provo molta soddisfazione ad usarli, specialmente per la facilità con cui riesco a controllare la luminosità, che rimane costante dal momento in cui preparo il colore sulla tavolozza, fino a quando asciuga dopo averlo steso sulla tela.
Ho anche costruito una pochade box, cioè una scatola portatile che funziona da contenitore per i tubetti di colore, da tavolozza e da cavalletto per la tela. Ve ne parlerò meglio in futuro.
Per il momento vi lascio questi due dipinti di montagne che ho realizzato di recente in studio.
Lo ripeterò fino alla nausea, ma l’ispirazione migliore la trovo quando esco di casa per dipingere. Fuori dalla porta si apre un mondo di possibilità di trovare scorci da dipingere.
È proprio uno stimolo diverso rispetto a quando sono in studio la sera e cerco nei miei archivi qualche foto da usare come riferimento. L’eccitazione di uscire di casa con l’attrezzatura, piazzare il cavalletto e mettersi a dipingere dal vivo è tutta un’altra cosa.
Quando cerco soggetti da dipingere che non siano paesaggi, nature morte di oggetti che ho in casa e fotografie fatte da me spesso mi rifugio nei film.
Il cinema è sempre stata una mia passione, e ho ricordi di molte inquadrature che mi piacerebbe rivisitare attraverso la pittura. Studiare attraverso il cinema può essere semplice per due motivi. Innanzitutto la luce è trattata da un direttore della fotografia, quindi il lavoro creativo di come illuminare il soggetto e di come creare armonie cromatiche è già stato fatto. Il secondo è che anche la composizione è già stata impostata, e questo rende tutto più semplice.
In questi giorni ho realizzato due studi di figura da due film molto famosi. Non vi dico i titoli, li lascio indovinare da voi. Ho realizzato entrambi i dipinti con le gouache.
Ho pubblicato un nuovo video di YouTube in cui parlo di come scegliere e inquadrare un soggetto da dipingere quando si dipinge all’aperto.
Aprile è il mese perfetto per dipingere all’aperto, e non a caso Warrior Painters organizza il PleinAirpril, 30 dipinti in 30 giorni.
Non sono un esecutore di challenge nel senso stretto. Credo che la vita offra già troppe occasioni di frenesia per il raggiungimento del risultato, e per quanto l’arte sia una mia forte passione non riesco a dedicare 30 giorni consecutivi alla pittura quotidiana senza scarificare il tempo per la socialità con amici e famiglia, anche perché il lavoro occupa gran parte della mia giornata.