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Imparo a disegnare ritratti – Giorno 25 – Gestire i carboncini

Qui trovi tutti gli articoli di questa serie sul disegnare ritratti.

È passato qualche giorno da quando ho seguito la lezione della terza settimana per imparare a disegnare ritratti con il carboncino. Nel frattempo l’ho consultata svariate volte, riguardando alcuni pezzi che non mi erano chiari e ho continuato ad approfondire la costruzione del volto.

Più vado avanti con le lezioni e gli esercizi, più mi rendo conto di riuscire ad essere più preciso con le misurazioni e con il piazzamento di naso, occhi, bocca, orecchie e di tutti i vari pezzi che compongono un volto.

Le difficoltà

Il rovescio della medaglia però è che mi occorre sempre più tempo per portare a termine un esercizio, in questo caso circa un paio d’ore.

Più che il tempo in sè, la difficioltà più grande che incontro è di trovare il momento per iniziare. Sapendo che dovrò impiegare molto tempo, mi ritrovo a procrastinare continuamente perchè temo di dovermi interrompere proprio nel momento in cui raggiungo il massimo livello di concentrazione.

Di solito riesco a disegnare la mattina prima di andare a lavorare e la sera. Al mattino il problema è appunto quello che ad un certo punto mi devo interrompere, la sera invece è che a volte sono troppo stanco per concentrarmi a dovere e vengo distratto da altre cose più rilassanti che potrei fare.

Un’altra difficoltà è che il corso prevede che ci si ritragga dal vivo, senza utilizzare foto. Dato che il tempo è prezioso per tutti non posso certo imporre ad amici e parenti di posare per me ogni giorno per due ore, quindi mi ritrovo a lavorare con un solo modello: io davanti allo specchio. Questo porta ad un’ulteriore difficoltà: ho barba e baffi, per cui molte forme del mio viso sono nascoste.

Le soluzioni

La soluzione all’ultimo problema è quella di rassegnarmi a lavorare con le fotografie. Continuerò a lavorare sugli autoritratti, ma ogni tanto cambierò soggetto utilizzando qualche foto.

Per quanto riguarda il tempo, mi sto organizzando dividendo il lavoro in due fasi, quella del disegno e quella dell’ombreggiatura. Magari dedicherò il mattino al disegno e la sera all’ombreggiatura, in modo da essere più efficiente e non dover fare sessioni intere da due ore.

Per questo primo ritratto ombreggiato ho fatto esattamente così. Sono partito disegnando questo, una mattina:

E la sera sono passato al lavoro di ombreggiatura con il carboncino. Anche se è uno strumento che non conosco, devo dire che è piuttosto intuitivo da utilizzare, e molto controllabile con le dita e con la gomma pane.

Ecco il risultato. Purtroppo si vedono molto le linee di costruzione, dovrò stare più attento le prossime volte cercando di tracciare linee più leggere.

La parte in ombra del volto, come richiesto dall’esercizio, è completamente nera, senza dettagli, mentre ho lavorato sulle luci cercando di osservare bene le forme e come queste definissero dove fossero i mezzitoni e dove le alte luci. Per sfumare ho usato principalmente mani e dita, e qualche volta lo sfumino. Per schiarire zone ampie ho utilizzato la gomma pane e per i dettagli di luce nell’occhio ho utilizzato un pastello bianco.

Devo dire che dopo due ore di lavoro il risultato mi soddisfa, anche se ampiament migliorabile. Credo che mi somigli abbastanza da farmi riconoscere da chiunque sappia che faccia abbia, e sono stato piuttosto attento a separare luci e ombre creando forti contrasti.

Il prossimo passaggio sarà riguardare la dimostrazione fatta nel video della terza settimana corso per capire come migliorare ulteriormente la resa delle forme, e riprovare con una vista frontale o un profilo.

Ci aggiorniamo nei prossimi giorni.

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