Come si dipinge en plein air? Che posto scegliere? Come si imposta il dipinto? Come lo si porta a casa quando si finisce? In questo articolo vi mostro un esempio di giornata di pittura en plein air, per farvi vedere come faccio.
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Il mese scorso ho passato una settimana tra le dolomiti dell’Alto Adige. Ho avuto tanto tempo a disposizione per dipingere en plein air sia durante le passeggiate che dal balcone della casa che ho affittato, che aveva una vista meravigliosa sul gruppo del Latemar.
Domenica scorsa ho partecipato all’estemporanea di pittura “La strada di casa” di Quargnento (AL), giunta alla sua 15° edizione in memoria del pittore Carlo Carrà. Ho partecipato insieme ad altri 40 artisti.
Sono arrivato alle 9.30 di mattina e dopo esseremi registrato ho passeggiato per un’oretta nel paese alla ricerca di uno scorcio. Avevo un’idea in testa sul tipo di dipinto da realizzare, e mi serviva la scena giusta.
Domenica scorsa ho partecipato all’estemporanea di pittura “Scorci sul Po” di Casale Monferrato, insieme ad altri 9 artisti.
Sono arrivato alle 9 di mattina e come prima cosa ho appeso i quadri che avevo portato sulle griglie vicino alla balaustra sul Lungo Po Gramsci. Ogni artista poteva esporre i propri lavori, quindi ne ho approfittato.
È arrivata la primavera, e per chi fa tanta pittura en Plein Air inizia la stagione perfetta per uscire dallo studio e andare a dipingere all’aperto.
Di solito è un’attività che faccio da solo, ma ho sempre sognato di trovare qualcuno con cui condividere questi momenti di pittura. Finalmente sabato 4 aprile è successo. Siamo riusciti a organizzare un’uscita di pittura di gruppo. Un’intera giornata a dipingere nel Parco del Ticino vicino a Magenta.
C’è un fascino particolare che ha il mare in inverno, con il letargo degli orrendi lidi la spiaggia diventa una distesa libera per tutti. Dato che c’è poco da fare, nonostante avessi portato il costume, che è rimasto nello zaino per codardia, ho avuto molto tempo per dipingere. Certo, tra un morso di focaccia e l’altro. Fortunatamente il mare lava l’unto dalle dita e il foglio non si macchia.
Come dipingere ad olio partendo da uno studio fatto con le gouache durante una sessione en plein air? In questo articolo vi spiego il procedimento che ho utilizzato per il mio ultimo dipinto.
Partiamo dallo studio fatto con le gouache. Ad aprile sono uscito spesso a dipingere en plein air. In una di quelle uscite ho realizzato questo dipinto: un boschetto di alberi che nel tardo pomeriggio si rifletteva in una risaia allagata.
Lo ripeterò fino alla nausea, ma l’ispirazione migliore la trovo quando esco di casa per dipingere. Fuori dalla porta si apre un mondo di possibilità di trovare scorci da dipingere.
È proprio uno stimolo diverso rispetto a quando sono in studio la sera e cerco nei miei archivi qualche foto da usare come riferimento. L’eccitazione di uscire di casa con l’attrezzatura, piazzare il cavalletto e mettersi a dipingere dal vivo è tutta un’altra cosa.
Aprile è il mese perfetto per dipingere all’aperto, e non a caso Warrior Painters organizza il PleinAirpril, 30 dipinti in 30 giorni.
Non sono un esecutore di challenge nel senso stretto. Credo che la vita offra già troppe occasioni di frenesia per il raggiungimento del risultato, e per quanto l’arte sia una mia forte passione non riesco a dedicare 30 giorni consecutivi alla pittura quotidiana senza scarificare il tempo per la socialità con amici e famiglia, anche perché il lavoro occupa gran parte della mia giornata.