È arrivata la primavera, e per chi fa tanta pittura en Plein Air inizia la stagione perfetta per uscire dallo studio e andare a dipingere all’aperto.
Di solito è un’attività che faccio da solo, ma ho sempre sognato di trovare qualcuno con cui condividere questi momenti di pittura. Finalmente sabato 4 aprile è successo. Siamo riusciti a organizzare un’uscita di pittura di gruppo. Un’intera giornata a dipingere nel Parco del Ticino vicino a Magenta.
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Sto continuando ad utilizzare i colori ad olio, sia durante le sessioni di plein air che in studio. Provo molta soddisfazione ad usarli, specialmente per la facilità con cui riesco a controllare la luminosità, che rimane costante dal momento in cui preparo il colore sulla tavolozza, fino a quando asciuga dopo averlo steso sulla tela.
Ho anche costruito una pochade box, cioè una scatola portatile che funziona da contenitore per i tubetti di colore, da tavolozza e da cavalletto per la tela. Ve ne parlerò meglio in futuro.
Per il momento vi lascio questi due dipinti di montagne che ho realizzato di recente in studio.
Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio ho passato qualche giorno a Capraia. È una piccola isola dell’arcipelago toscano con una sola strada asfaltata che collega il porto al paese e una rete di sentieri che permettono di esplorarla a fondo.
Ho portato con me l’attrezzatura per dipingere all’aria aperta e studiare soggetti marini, rocce e acqua. Ma non è andato tutto liscio.
Se c’è una cosa che detesto è rifare la stessa cosa due volte. Eppure capita che un dipinto o un disegno sia venuto talmente male che ogni tentativo di recupero è inutile, e occorre rifarlo da zero.
Per questo dipinto con le gouache ho iniziato con due piccoli studi di tonalità a pennarello, per impostare le forme e la composizione. Invece di proseguire con un piccolo studio preliminare a colori mi sono messo a dipingere subito sul formato finale di 25x17cm.
Qualche giorno fa ho sfruttato una mattinata di bel tempo per fare due dipinti ad un torrente che scorre vicino a dove abito. Rispetto ai fiumi della zona che scorrono dritti per diversi chilometri, questo torrente è composto da molte anse che creano scorci interessanti da dipingere. L’acqua poi è poco profonda e si intravede facilmente la vegetazione acquatica.
Per il primo sketch ho piazzato il cavalletto vicino ad un dirupo. Il soggetto che mi interessava era il contrasto tra luce e ombra dei due alberi tondeggianti prima della curva dell’acqua e le rive del torrente.
Di recente ho acquistato un piccolo sketchbook e una brush pen con inchiostro a base d’acqua per fare piccoli studi in bianco e nero tutti i giorni, quando sono in giro.
Devo ammettere che non ho mai capito le nature morte. Sono soggetti che ho sempre trovato insignificanti, forse più che altro noiosi e tristi, un po’ decadenti.
Di recente però mi sono incuriosito e ho iniziato ad avvicinarmi a questo tipo di soggetti, grazie anche agli spunti che ho trovato nel libro “Figure” di Riccardo Falcinelli, che parafrasa Manet:
Negli ultimi mesi ho scritto solo articoli su corsi che sto seguendo o tenendo, corsi che devo dire hanno assorbito gran parte del mio tempo libero.
È quindi da un po’ di tempo che non aggiungo i disegni e i dipinti fatti durante le gite, all’aria aperta e sul posto, che poi è la parte di quest’arte che preferisco.
Ecco quindi un aggiornamento di qualche scarabocchio fatto principalmente nei weekend di febbraio e marzo.
È disponibile la registrazione della lezione da 90 minuti che ho tenuto con Etchr Studio, per chi non avesse partecipato alla lezione dal vivo:
https://learn.etchrstudio.com/programs/collection-1inbx4z4pua

La lezione riprende i concetti della Live Demo gratuita, in cui ho dimostrato come dipingere pensando prima di tutto al valore tonale (luminosità), e spiega come utilizzare lo stesso concetto con i colori.