Blog di Disegno, Pittura e Avventure en Plein Air

Una sorpresa alla mostra di Jenny Saville a Venezia

Sono appena tornato da Venezia, dove sono andato per vedere la mostra di Jenny Saville a Ca’ Pesaro (link alla versione archiviata).

Non conoscevo l’artista, ma mi hanno proposto di andare a vederla ed ero piuttosto incuriosito. Devo dire che le sue opere mi hanno colpito, innanzitutto per la dimensione. Le tele sono enormi e i soggetti (corpi, volti) si presentano come giganti da osservare da lontano, inquietanti, in pose a volte estreme, a volte sofferenti, vittime di qualche violenza.

Ma ho apprezzato molto in questa abbondanza di carni, dopo aver osservato da lontano, potermi avvicinare senza timore per studiarne ogni dettaglio. Dico carni e non più umanamente corpi perché in alcune sue opere degli anni ’90 Jenny Saville ha rappresentato l’epoca della chirurgia plastica, seguendo il lavoro dei chirurghi che manipolavano la carne dei corpi per dare un nuovo aspetto ai possessori. I suoi dipinti di masse scomposte, legate, sdoppiate, raccontano questa esperienza.

Oltre ad apprezzare la forza dei suoi lavori, fin da quelli realizzati da giovane (l’immagine qui sopra – Propped, 1992 – è un suo autoritratto realizzato per la sua laurea Bachelor of Fine Arts, all’età di 22 anni) ho ovviamente osservato anche la sua tecnica, la scelta dei colori, delle pennellate.

Sarò forse un po’ banale, ma, forse perché dipingo anche io, apprezzo l’arte di artisti di cui si vede oltre allo sforzo concettuale uno sforzo tecnico. E a lei non si può dire davvero nulla, si rimane estasiati anche a vedere come dipinge un ginocchio.

Insomma, è stata una mostra che ho apprezzato in ogni suo aspetto.

E oltre ai dipinti, c’erano anche alcuni carboncini, una tecnica che ho già detto più volte che mi piace utilizzare perché dona una sensazione di primordiale.

La sopresa

Ero già completamente soddisfatto dalla mostra, che vale il biglietto (15 €), ma già che c’ero ho visitato anche le altre parti del museo.

Stavo osservando delle sculture di Rodin al primo piano, poi ho girato un angolo e per un momento mi è mancato il fiato quando mi sono reso conto che l’enorme dipinto (3 metri per 2) che mi si è parato davanti era uno dei miei dipinti preferiti, che non sapevo nemmeno che fosse in questa galleria!

Cucendo la vela, di Joaquín Sorolla, era lì davanti a me. Se fossi andato apposta per vederlo probabilmente non ne sarei rimasto così impressionato, ma vederlo apparire così di sorpresa all’improvviso è stato davvero speciale.

Sono stato a guardarmelo per diversi minuti e ho fatto un altro salto a vederlo appena prima che la galleria chiudesse grazie a un assistente alla visita che mi ha fatto entrare nella sala per un ultimo sguardo.

Come seguire e commentare il blog

🪁 Puoi iscriverti al Canale Telegram, da cui puoi uscire quando vuoi: https://t.me/disegnintasca (più info in questo articolo).

💬 Puoi ricevere gli aggiornamenti tramite il Canale Whatsapp.

📺 Puoi seguire e commentare il canale YouTube

🦋 Puoi seguire il blog su Bluesky

📮 Puoi iscriverti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti del blog. Ti arriverà una mail al mese con gli ultimi post pubblicati. Potrai cancellarti quando vuoi.

🦜 Puoi anche commentare l’articolo nella sezione commenti in fondo alla pagina.

Questo post potrebbe contenere link di affiliazione. Per saperne di più

Precedente

Uscite en Plein Air

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by WordPress & Tema di Anders Norén

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi