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Come dipingere meglio: il segreto è la luce

È uscito un nuovo video sul mio canale YouTube. Nel video parlo di come creare dipinti migliori imparando a osservare la luce di una scena invece degli oggetti che la compongono.

Il soggetto che dipingo è una composizione con pezzi di arancia, in cui uno spicchio in particolare è illuminato al suo interno grazie a una luce che lo colpisce da dietro. Vi lascio il video e la trascrizione.

Buona visione!


Sapete cos’è la diffusione sottosuperficiale? È un effetto della fisica per cui la luce entra in un materiale traslucido, viene diffusa all’interno del materiale stesso per poi uscire da un altro punto creando un effetto particolare. Sembra una spiegazione difficile, però in realtà sapete sicuramente che cos’è e lo sanno anche i bambini. Avete mai fatto questo?

Ecco, questo è l’effetto della diffusione sottosuperficiale nella pelle. Ma non succede solo nella pelle, succede anche nel marmo, nel latte, nelle foglie e anche nella frutta, ad esempio le arance.

Questo è un effetto che si vede facilmente, ad esempio, dietro le orecchie quando il soggetto è colpito da una luce posteriore. Quindi riuscire a capirlo, vedere che c’è e riprodurlo in un dipinto può aiutare a dare realismo. Io sono Giacomo, questo è il mio canale YouTube Disegni in Tasca e oggi vi faccio vedere come ho studiato questo effetto dipingendo una natura morta di arance con i colori ad olio.

Allora, da dove comincio? Un buon dipinto parte dal disegno e dalla composizione, quindi è meglio che mi prenda il tempo per farlo bene. Ho sistemato l’arancia, lo spicchio, le bucce e le foglie in modo da creare una composizione gradevole con diversi giochi di luci e di ombre. Il disegno non deve essere precisissimo come linea, ma deve rispettare le forme e la posizione degli elementi originali, quindi faccio attenzione alla prospettiva, al posizionamento degli oggetti e alle loro dimensioni relative. Mi aiuto controllando allineamenti, angoli e distanze tra le varie forme.

Questa è una foto della scena che sto dipingendo. Ho gli oggetti davanti a me, illuminati da una lampada con la luce che viene da dietro sulla destra, proprio per fare in modo che filtri attraverso lo spicchio in primo piano. Non corrisponde esattamente al dipinto perché ho scattato la foto da un’angolazione un po’ diversa, è solo per darvi un’idea generale di quello che vedo.

Ok, ora passo al dipinto vero e proprio iniziando con le ombre. Di solito le ombre più scure sono le ombre di contatto, cioè la zona in cui un oggetto tocca le altre superfici. Il mio obiettivo è dare l’idea della luce che filtra attraverso lo spicchio d’arancia, no? Quindi è importante definire fin dall’inizio il contrasto tra le ombre e le parti più chiare. Aggiungo qualche pennellata del colore più chiaro che vedo, cioè le parti illuminate dell’albedo, la parte bianca della buccia. In questo modo ho definito le parti più scure e quelle più chiare del dipinto, tutto il resto si regola di conseguenza.

Ora passo al soggetto più importante della composizione, lo spicchio d’arancia. È fondamentale non sporcare il colore, che deve essere il più vivido di tutta la scena, proprio per indicare che è l’elemento più luminoso. Per questo utilizzo una mescola di giallo chiaro e rosso scarlatto, per ottenere un colore puro e saturo.

Poi passo ai mezzitoni, quindi alla parte illuminata dell’arancia intera. Cerco nella scena le altre parti che hanno lo stesso colore, come ad esempio lo spicchio sullo sfondo. La scelta di inserire un altro spicchio illuminato in modo diverso mi aiuta a enfatizzare la sensazione di luce dello spicchio in primo piano.

Continuo a lavorare i mezzitoni e le ombre degli oggetti principali. In questo caso osservo la parte interna della buccia. Utilizzo un colore più freddo per le parti più illuminate, dato che la luce della scena è fredda, intorno ai 5500 kelvin, e quindi per contrasto le zone di ombra hanno una componente più calda che vira verso il magenta.

Sto volutamente tenendo un po’ più scure queste parti bianche, rispetto a come le vedo nella realtà. Il motivo è che non voglio rubare la scena allo spicchio in primo piano, quindi smorzo la luminosità degli oggetti secondari per non dare loro troppa importanza. Quando dipingo cerco sempre di chiedermi “cosa voglio dire con questo dipinto?” e in questo caso la risposta è che voglio raccontare l’effetto della luce che passa attraverso lo spicchio protagonista, e tutte le mie scelte si concentrano verso questo obiettivo.

Ora dipingo anche il verde delle foglie. Anche se il materiale è lo stesso, orrservo come interagiscono con la luce. Quella piccola viene colpita direttamente e riflette la luce, quindi ha un colore più pieno e freddo, mentre quella grande è colpita da dietro e la luce passa attraverso, enfatizzando i colori più caldi come i gialli. Ora che tutti gli oggetti sono stati impostati è il momento di passare al colore della superficie. Ho appoggiato le arance su una maglietta blu, ma è un blu troppo caldo e che vira verso il rosso, quindi decido di virarlo su una tonalità più fredda, specialmente nelle parti illuminate. Quindi invece di usare il blu oltremare preferisco mescolare un po’ di giallo al blu ftalo, che è un blu più freddo che vira verso il verde.

Considero lo sfondo come un gradiente di colore che da scuro nella parte più lontana diventa man mano più luminoso quando si avvicina al primo piano.

Stendo il colore osservando le pieghe del tessuto, e cerco di dare il senso di tridimensionalità posizionando pennellate più scure nelle parti in ombra e pennellate più chiare nelle parti illuminate. Lascio qualche buco in cui si intravede il colore del pannello per dare un senso di incompletezza, in questo modo comunico che lo sfondo è meno importante del soggetto in primo piano.

Ormai gran parte del dipinto è completa, mancano solo gli ultimi accorgimenti e dettagli che mi aiutano a sottolineare ancora di più la qualità della luce che colpisce lo spicchio. Concentriamoci su questi ultimi effetti.

Un modo che posso utilizzare per raccontare la luminosità dello spicchio è dipingere correttamente le parti bianche della buccia che sono presenti sullo spicchio. Per dipingerle correttamente devo osservare molto attentamente la realtà. Cosa volgio dire: ho già dato qualche pennellata di bianco sulla parte superiore dello spicchio, perchè in quel punto l’albedo era colpito direttamente dalla luce. Ma nella parta inferiore dello spicchio l’albedo è in ombra, perchè la luce lo colpisce dall’interno dello spicchio. Devo stare attento quindi a non commettere l’errore di dipingerlo di bianco pensando “beh, l’albedo è bianco”, ma a guardare i suoi veri colori nella scena davanti a me. In questo caso vedo che il suo vero colore è verdognolo in alcuni punti, e magenta in altri. Quindi osservo bene il colore e anche la tonalità, e lo riporto nel dipinto, anche esagerando un pochino per aumentare il contrasto tra luce e ombra.

Un ultimo dettaglio importante, anzi importantissimo dato l’effetto che riesce a dare è il colore dell’ombra davanti allo spicchio. Le ombre sono influenzate dalla luce circostante, e in un punto particolare osservo che la luce che filtra dentro lo spicchio crea riflessi arancioni in una zona di ombra. Con due o tre semplici pennellate aggiungo questo effetto che amplifica la sensazione che voglio dare, cioè che lo spicchio è davvero traslucido, che la luce lo attraversa, cambia colore e viene proiettata dalla parte opposta.

Non mi resta altro che firmare il dipinto per dichiararlo concluso.
Se vi va potete esplorare gli altri video del mio canale, oppure chiudere YouTube e provare anche voi a realizzare un dipinto come questo. Ci vediamo al prossimo video, ciao!

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