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Cosa devi chiederti quando dipingi

È uscito un nuovo video sul mio canale YouTube. Nel video parlo di qual è la domanda più difficile a cui un artista deve rispondere mentre dipinge.

Se anche a voi capita di trovarvi in difficoltà mentre dipingete paesaggi, questo video può essere uno spunto per uscire dal pantano.

Buona visione!

Trascrizione

Ok parliamo del brutto momento in cui a metà di un dipinto mi chiedo “ma cosa sto facendo? Questo dipinto sarà un disastro.” Se vi è capitato non siete soli, e la sensazione di fare un dipinto che finirà male è assolutamente normale.
La soluzione a questo problema non è migliorare la tecnica ma cercare le domande giuste e darsi le risposte giuste.

Quindi vediamo: cosa sto dipingendo? un albero? un bosco? un paesaggio di montagna? Un dipinto non è solo un puzzle di forme e colori messi nel posto giusto, ma la risposta a più domande che si condensano in una sola, che è “cosa sto dicendo con il mio dipinto?”

Facciamo un passo indietro: state camminando e ad un certo punto vedete uno scorcio e pensate “questo lo vorrei dipingere”. È in quel momento che secondo me germoglia quello che sarà un dipinto di paesaggio. Cioè un dipinto che trasmette quella sensazione che vi ha fatto fermare.

Ok, ma come si fa? Prendiamo un attimo questa scena che sto dipingendo. E non pensiamo agli oggetti, ma alle storie e alle sensazioni che questa scena può trasmettere. Ho girato per almeno un’ora tra questi prati e sentieri per scegliere una vista che raccontasse qualcosa, e anche quando sono arrivato nel luogo che mi attirava ho dovuto scegliere i confini del mio dipinto: cosa tenere dentro e cosa tenere fuori. Se dipingete dalle foto non potete sapere di cosa sto parlando, provate anche solo una volta a dipingere all’aperto e vedrete cosa intendo.

Quindi, vediamo cosa mi sono trovato davanti: un sentiero, un albero, dei prati, un piccolo bosco, le montagne, il cielo.
A questo punto arriva la prima domanda, che è abbastanza semplice: qual è il soggetto del mio dipinto? Ed è meglio se la risposta è una sola. Se i soggetti sono più di uno il dipinto si indebolisce.
Quindi, cosa voglio dipingere, anzi, cosa voglio raccontare? Le montagne? Un albero in particolare? Il sentiero?
Nel mio caso ho deciso di dipingere il sentiero.

Ma è sufficiente dire il sentiero? Cos’è che mi attira del sentiero?
E qua ci avviciniamo alla seconda domanda, che è quella più importante è che mi chiedo sempre, cioè appunto “cosa sto dicendo con il mio dipinto?”.
In altre parole, perchè il sentiero attira così tanto la mia attenzione? Quello che cerco di fare infatti non è dipingere il sentiero in sè, ma il significato che ha per me il sentiero. Vi prego seguitemi so che sembra un ragionamento astruso, ma vi assicuro che se mi capite vi aiuterà.

Il sentiero per me rappresenta il senso di scoperta che ho quando vado in montagna. Il fatto che non so cosa c’è dopo la prossima curva, che non so esattamente dove arriverò e quali panorami si apriranno davanti a me. Entrerò in un bosco, passerò vicino a un lago? Il sentiero per me è l’aspettativa di quello che ci sarà dopo e quindi cerco di esprimerlo nel mio dipinto.

Ma il soggetto può essere qualsiasi cosa. Se dipingete un tramonto non chiedetevi solo se state usando i colori giusti, ma chiedetevi se quello che state dipingendo vi da le stesse sensazioni che provate quando guardate un tramonto in quel luogo specifico.

Ogni pennellata che sto dando non ha solo lo scopo di copiare il panorama, ma anche di esprimere il carattere del paesaggio che ho davanti, come se fosse una persona.
In che modo rendo il mio concetto di sentiero protagonista? Cerco di farlo con la composizione e la tonalità: il sentiero spicca su tutto il resto perchè è luminoso, perché taglia il diagonale il dipinto e guida lo sguardo passando dietro a un albero che nasconde quello che c’è dietro. Per poi ricomparire sullo sfondo. Ho scelto una vista che non includeva baite o altri edifici, proprio per lasciare protagonista il sentiero. Lo sfondo è sbiadito sia per dare il senso di distanza, sia per raccontare che il sentiero si allontana e prosegue fino ad accompagnarmi fuori dalla tela, lasciando nascosta la meta che sarà ancora più lontana. Non vedere dove arriva il sentiero aggiunge un po’ di mistero.

Ora, non so se sono riuscito a dare questa sensazione, però queste sono le domande che mi faccio quando dipingo, e che mi ripeto in ogni fase della pittura: dalla scelta della composizione, al disegno, allo stile delle pennellate e alle mescole di colori. Ogni scelta del dipinto risponde a a una piccola domanda: dove metto questa pennellata? Come mescolo questo colore? Quale pennello uso? Tutte devono aiutare a rispondere alla domanda fondamentale:
Che cosa sto dicendo con il mio dipinto?
A volte la risposta la trovo è il dipinto funziona, a volte no. È molto difficile dare espressività a un paesaggio, ma se vi fate le domande giuste arriverete a creare un dipinto che vi soddisfa davvero.

E quindi arrivo a chiedervi: che domande vi fate quando dipingete un paesaggio? Come fate a fare in modo che il vostro dipinto non sia una copia di quello che avete davanti, ma qualcosa di più? Vi fate anche voi le stesse domande che mi faccio io?

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