Blog di Urban Sketching e Disegno

Ho partecipato a un corso di acquerello en plein air a Siracusa

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno ho partecipato ad un corso di acquerello en plein air a Siracusa, tenuto da Lorenzo Dotti.

Eravamo nove partecipanti, provenienti da diverse parti d’Italia. Un buon numero per riuscire ad essere seguiti uno ad uno dall’insegnante, ma riuscendo comunque a creare un gruppo che si è rivelato presto piuttosto affiatato.

Le giornate di corso consistevano in lunghe sessioni di disegno e pittura svolte sul posto, en plein air, appunto. Abbiamo cominciato dalla piazza dell’isola di Ortigia, il centro storico di Siracusa, per poi spostarci in altre zone della città e dei suoi dintorni.

28 maggio – la piazza di Ortigia

Il corso di acquerello è iniziato nel pomeriggio di domenica 28 maggio. Il primo esercizio era individuare soggetti interessanti in termini di luci e ombre e provare a raffigurarli sfruttando i forti contrasti.

Lorenzo ci ha subito parlato dell’importanza di preparare abbondanti dosi di colore e di provarlo prima di stenderlo sul disegno.

Ho scelto una colonna del duomo e ho cercato di mescolare i colori giusti, con una certa difficoltà e con un risultato troppo freddo.

Ma pazienza, era il primo giorno, non dipingevo ad acquerello da un po’ e come per ogni cosa bisogna fare un po’ di riscaldamento prima di ottenere un buon risultato.

29 maggio – il lungomare e il castello Maniace

Il secondo giorno del corso di acquerello è stato molto intenso. Ho subito notato con piacere che tutti gli altri partecipanti erano sulla mia stessa lunghezza d’onda per impegno e concentrazione.

La sessione mattutina è durata più di due ore sotto il sole, con un panorama splendido, ma molto difficile da comporre. In particolare la zona sulla destra, che presentava forti prospettive e una strada a zig zag che ci stava facendo impazzire.

Abbiamo lavorato in piedi, su alcune comode balaustre che ci hanno permesso di affrontare il lavoro con un po’ di comodità.

Foto di Simonetta Volpe

In questa giornata abbiamo approfondito la stesura delle grandi campiture e dei gradienti di colore, come quello che si vede nel mare.

L’esercizio può sembrare banale, ma quando si lavora in plein air bisogna sempre prendere in considerazione il clima del posto dove si lavora. Nel nostro caso il caldo e il vento rendevano l’operazione più complicata del solito, per cui ci dovevamo muovere con grnde velocità e sicurezza.

L’immagine non rende l’idea, ma tenete conto che tutti i disegni che vedete sono stati realizzati in formato A4.

Questo foglio colorato è uno dei fogli di prova che ho utilizzato, in cui disegnavo i bozzetti preparatori e provavo i colori prima di stenderli sui disegni.

Nel pomeriggio il cielo si è rannuvolato, e mentre tutti dipingevano il castello Maniace ho deciso di voltarmi dalla parte opposta e dipingere una caserma che si stagliava contro il cielo. Un tentativo non molto riuscito.

La cosa divertente del pomeriggio è che siamo stati presi d’assalto da ragazzi e ragazze di scuole medie e superiori in gita (pare che si dica “viaggio d’istruzione”), tutti con una gran voglia di chiacchierare.

Ovviamente quando mi hanno chiesto chi fosse il più bravo tra tutti noi ho detto “io, ovviamente”, ma solo perchè gli altri non mi potevano sentire. Il bambino mi ha smentito subito dicendo che secondo lui la più brava era “quella signora là sulla sedia”. Grazie ciao buona gita.

Mancava poco tempo alla fine della sessione e ne ho approfittato per studiare una delle torri del castello, che aveva un interessante gioco di luci sulla sua superficie tonda.

Lo vedete nel disegno qui sotto. Lo studio in alto è opera mia, e ho fallito miseramente la creazione del gradiente sulla torre.

Ho chiesto quindi al disponibilissimo Lorenzo che ha disegnato lo studio sotto (quello azzurrino) spiegandomi come avrei dovuto fare.

30 maggio – area marina protetta del Plemmirio

Foto di Simonetta Volpe

Il terzo giorno ci siamo spostati in macchina all’area marina protetta del Plemmirio. Ci siamo appostati su una scogliera a picco sul mare, con un punto di vista privilegiato su tutta la costa sottostante.

Le rocce sono un soggeto che mi affascina ma che allo stesso tempo mi mete in seria difficoltà. Sembrano facili da dipingere, in fondo sono un susseguirsi di piani più o meno rivolti verso il sole, ma mi danno sempre filo da torcere.

Fatico molto a rendere l’idea di tridimensionalità, come si vede da questo tentativo in bianco e nero.

Lorenzo è intervenuto per farmi vedere un esempio di come avrebbe trattato un dettaglio della scena, parlandomi anche dei colori che avrebbe scelto.

Giuro che ci ho provato, ma dopo un’ora di pasticci ci ho rinunciato e sono andato a farmi un bagno.

Per finire il resoconto della mattinata con meno amarezza, vi lascio un’altra immagine del posto spettacolare da cui stavamo dipingendo.

Foto di Simonetta Volpe

Nel pomeriggio ci siamo spostati in un altra zona del promontorio per dipingere un faro e fare qualche esercizio su come dipingere le nuvole.

Diciamo che rispetto alla mattina, questa me la sono portata a casa. Sono stato molto attento ad osservare la forma del faro e i cambi di luce su ognuno dei suoi lati. La vegetazione è invece un elemento centrale della composizione perchè rappresenta le zone più scure della scena e da’ un ottimo contributo al contrasto di tutto il dipinto.

31 maggio – tonnara di Vendicari

Il quarto giorno del corso di acquerello ci siamo spostati alla Tonnara di Vendicari, un altro posto spettacolare, dove ci siamo concentrati a dipingere una vista della torre Sveva. La difficoltà di questa giornata era dipingere in controluce.

Lorenzo come sempre ci ha dato un’idea di composizione, che vedete abbozzata qui sotto.

Questo invece il mio lavoro. Sono soddisfatto della parte a sinistra (cielo, sfondo, mare, rocce), mentre non sono riuscito a dipingere la torre come volevo. Anche l’acqua del mare è troppo pasticciata. Sulla destra ho fatto una prova per capire meglio come avrei potuto affrontare i tratti di pennello per definire i riflessi della torre nell’acqua.

In tutti questi giorni Lorenzo ci ha aiutato a inserire dettagli nel mare per dare il senso di profondità (inteso come prospettiva). Gli ho chiesto se poteva mostrarci meglio come fare.

In questa immagine ci sono le sue demo su come dipingere nuvole, sfondo e mare, e qualche idea su come dipingere ciottoli e alberi.

1 giugno: parco archeologico della Neapolis e sbarcadero

Il penultimo giorno ci siamo dedicati nuovamente alle rocce, ma in un contesto totalmente diverso.

Siamo andati nel parco archeologico della Neapolis, la zona di Siracusa con il teatro greco, alcune rovine romane e una necropoli.

Tutto il parco archeologico è di fatto contenuto in una enorme cava dalla quale nei secoli è stata estratta tutta la pietra per costruire il centro di Siracusa.

Ci siamo appostati all’ingresso di una delle immense grotte presenti nella zona, la grotta dei Cordari, chiamata così perchè fino al 1984 veniva utilizzata per intrecciare corde grazie all’ambiente particolarmente favorevole.

Ci siamo subito resi conto di questa particolarità atmosferica: dopo giorni a correre con i pennelli per combattere sole e vento, finalmente la carta è diventata più docile e in grado di conservare l’umidità per il tempo necessario a lavorare il colore.

Dopo la mia disfatta sulle rocce del Plemmirio, sono finalmente riuscito ad affrontare questo soggetto ottenendo un risultato decente. Tutti noi abbiamo inserito una persona all’interno della composizione per rendere l’idea delle proporzioni.

Cosa c’è di più difficile da disegnare ad un corso di acquerello, oltre alle rocce? Ma le barche, ovviamente, con le loro forme curve e sinuose che si riflettono nell’acqua increspata.

Per non farci mancare nulla, nel pomeriggio ci siamo spostati in una piccola darsena, chiamata sbarcadero, dove abbiamo studiato come dipingere questi difficili soggetti.

Ecco innanzitutto la mia pagina di prova:

E il dipinto finito, completato in un paio d’ore, appena prima dell’arrivo di un temporale. Su questo non ho veramente niente da dire, credo che mi sia riuscito piuttosto bene nonostante la difficoltà.

Nella zona lontano dalle barche i riflessi sull’acqua erano molto più dettagliati e popolati di oggetti che si specchiavano.

Volevo però isolare i miei soggetti senza distrazioni di contorno, e ho deciso di lasciare il mare senza inutili dettagli, mantenendo però un generale cambio di colore che rappresenta gli edifici circostanti che si specchiavano nel mare.

2 giugno: i Ficus macrophylla del giardino della fonte Aretusa

Autimo giorno di corso. Prima di salutarci ci diamo appuntamento per l’ultima mattinata di pittura all’ombra dei ficus in un piccolo giardino di Ortigia, accanto alla fonte Aretusa.

Ci siamo conentrati sulle forme sinuose dei tronchi e delle radici volanti di questi alberi originari dell’Australia, ma molto diffusi in Sicilia, e sui giochi di luce che le fronde proiettavano sui rami.

A parte una cacca di piccione schivata per un soffio e un paio di fichi che ci sono caduti in testa, è stata una mattina rilassante e direi quasi meditativa, in cui ognuno di noi è riuscito a trasferire sul foglio la tridimensionalità di questi alberi.

Un ultimo dipinto

Sono rimasto altri due giorni a Siracusa, per visitare i monumenti che non avevo ancora visto e godermi un paio di giorni di mare. Dopo cinque giorni di corso di acquerello mi sono preso una pausa dal dipingere, ma mi sono concesso un ultimo studio del mare, sotto il sole che mi abbrustoliva sulla spiaggia.

Cos’ho imparato

Ci sono diverse cose che ho imparato durante questo corso di acquerello, non tutte facilmente descrivibili a parole. Molte di questi sono concetti o rivisitazioni di tecniche che credevo di saper fare, ma di cui mi sono reso conto di non conoscere ancora a dovere.

Una delle cose più interessanti è stata anche confrontarmi con gli altri studenti per capire come affrontavano i soggetti, e osservare il loro modo di lavorare. Eravamo più o meno tutti allo stesso livello, nel senso che c’era un solo principiante che però si è subito difeso benissimo, mentre tutti gli altri avevano alle spalle anni di esperienza, seppur senza essere esperti o artisti a tempo pieno. Affrontavamo quindi tutti le stesse difficoltà e mi è capitato spesso di osservare gli altri durante il lavoro.

Ecco un elenco di alcune cose che ho imparato, non tanto per spiegarle, perchè andrebbero viste dal vivo o in video, ma per tenerle a mente:

  • le matite che uso sono troppo morbide, per la carta che uso meglio H o 2H
  • provare sempre i colori prima di stenderli, e lavorarli finchè non diventano della giusta tonalità
  • lavorare con i gradienti
  • usare più di un pennello contemporaneamente per velocizzare certe stesure di colori diversi
  • importanza di un disegno fatto bene
  • come ammorbidire le nuvole e come gestire la loro illuminazione
  • come osservare i colori
  • come utilizzare il pennello in modo dinamico e calligrafico
  • usare tanta acqua
  • usare tanto colore

Cosa mi sarebbe piaciuto fare diversamente

Dipingere in plein air è una sfida per ogni pittore. Da fuori può sembrare idilliaco, e lo si percepiva dagli sguardi e dai commenti estasiati di chi ci vedeva all’opera. Ma solo facendolo ci si rende conto che è una lotta contro il tempo e contro gli elementi. Si sta scomodi, con il sole che batte, il vento che soffia e asciuga la carta, la pioggia che arriva nel momento meno opportuno e nel frattempo la luce cambia drammaticamente nell’arco di mezz’ora.

Quindi riuscire a completare un dipinto in queste condizioni è di per sè un ottimo modo di imparare. Inoltre, essendo un corso di acquerello, avevamo sempre la disponibilità di Lorenzo che ci spiegava sempre come approcciare una scena e interveniva alla fine per correggere gli errori e sistemarli.

Nonostante questo, avrei voluto fare un paio di cose diversamente. Mi sarebbe piaciuto avere una parte del corso dedicata a qualche concetto di base, lavorando su soggetti più piccoli invece che scene complete.

Ad esempio come semplificare una scena o come organizzare le tonalità all’interno del dipinto prima di passare al lavoro dettagliato.

Un altro aspetto che mi è mancato è stato un momento ufficiale di condivisione dei lavori, con i commenti dell’insegnante sui lavori di tutti in modo da poter imparare ognuno dagli errori degli altri.

Ci sono stati momenti spontanei ed estemporanei di condivisione e c’è sempre stata la correzione dei singoli lavori, ma mi sarebbe piaciuto approfondire questo aspetto.

Considero questi due appunti non tanto come critiche, ma come suggerimenti da dare agli insegnanti dei corsi che frequenterò in futuro, perchè per il mio modo di apprendere le cose li ritengo particolarmente importanti.

L’atmosfera

In tutto questo articolo mi sono concentrato sul resoconto delle giornate del corso di acquerello senza mettere l’accento su una delle cose più importanti in un’esperienza del genere, cioè il gruppo, il contesto e l’atmosfera.

Spesso la pittura è un hobby o un lavoro solitario, perchè richiede tempo e concentrazione, ed è quindi un’attività che è difficile fare quando si è in vacanza con gli amici o con la famiglia, o durante i weekend.

Poter dipingere a tempo pieno per cinque giorni con un gruppo di persone che condivide la stessa passione è un’esperienza rara e molto preziosa.

Non sono certo mancati i momenti di convivialità. Spesso eravamo a cena insieme, il buon vino scorreva agevolmente e c’è sempre stata una bella atmosfera. Anche questo credo sia stato fondamentale nella riuscita del corso e devo dire che Lorenzo ha contribuito molto in questo aspetto grazie al suo buonumore e alla sua affabilità.

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