Sono stato a Bologna e tra le torri, le chiese e i monumenti che ho visitato, sono stato anche alla mostra “Un capolavoro di giornata”, a Palazzo Pallavicini fino al 17 gennaio 2027.
Il tema della mostra sono le ore della giornata scandite dai dipinti di pittori del ‘800, esposti non per corrente artistica o di soggetto, ma proprio in base al momento della giornata che ritraggono.

Tra i nomi famosi stranieri c’è un piccolo dipinto di Renoir e un ritaglio di una tela di Monet, che si è salvata dalle distruzioni che lui stesso faceva delle sue tele quando era insoddisfatto del risultato (e se lo era lui).



Degli artisti italiani ho rivisto la raccolta delle zucche di Michetti, che avevo già visto a Novara e che mi aveva colpito per l’originalità del soggetto e della composizione.

Poi una processione dipinta da Pelizza e vari dipinti di Augusto Majani, tra cui questo di cui ho apprezzato l’impatto del formato, della luce e dei colori.


Di Augusto Majani c’era anche un piccolo soggetto serale, dipinto nel 1896, intitolato “Sera d’estate”. Questo faceva coppia con un dipinto identico di Raffaele Faccioli, dipinto nello stesso anno ed evidentemente nello stesso giorno, alla stessa ora e nello stesso posto durante un’uscita en plein air di coppia o di gruppo. Dovrò approfondire perché anche io organizzo uscite en plein air tra amici pittori e mi incuriosisce sapere come si organizzavano i grandi pittori del passato.


Tornando all’estero, concludo con i due quadri che ho trovato più affini alla mia sensibilità attuale e alla mia ricerca artistica. Uno era di Erik Henningsen, “All’aria aperta” o “Gioventu”, del 1907. Mi ha catturato lo stile pulito ma essenziale delle pennellate e l’uso dei colori per rappresentare la luce di una giornata estiva di sole.

I dettagli della mano, le ombre chiare e variopinte sul volti e sugli abiti sono esempi di come vorrei riuscire a dipingere. A volte riesco, come in alcuni studi fatti a giugno sulle dolomiti, altre volte non riesco ad essere abbastanza lucido da concentrarmi a sufficienza su questo modo di usare il colore.


Il dipinto che mi è piaciuto di più, però, è stato “Enfants jouant dans les calanques”, di Jean Lefeuvre, del 1911.

Non ho trovato molte informazioni su questo artista francese, a parte una scarna biografia su Wikipedia.
Il suo dipinto si trovava nella sezione del tardo pomeriggio verso il tramonto, e infatti la scelta dei valori e dei colori in questa opera riesce a dare l’idea di calore luminoso e di ombre che incalzano sulla scena. Il contrasto tra il corpo della ragazza in ombra e le rocce lucenti sullo sfondo si ripetono attenuati sulle onde del mare.


È stato il quadro che mi ha attirato di più, così efficace nel rendere realistica l’atmosfera che mi sembrava di percepire sulla pelle la temperatura calda ma appena rinfrescata dall’incedere delle ombre in quel momento della giornata. Il quadro poi era davvero grande, e la dimensione contribuiva ancora di più a dare un senso di immersione.

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