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Come si fa a dipingere en plein air, dall’inizio alla fine

Come si dipinge en plein air? Che posto scegliere? Come si imposta il dipinto? Come lo si porta a casa quando si finisce? In questo articolo vi mostro un esempio di giornata di pittura en plein air, per farvi vedere come faccio.

Come scegliere il posto da dipingere en plein air

Partiamo dal contesto: tutte le foto di questo articolo le ho scattate durante il concorso di pittura estemporanea “Omaggio a Morbelli” a Colma di Rosignano, nel luglio 2026.

Quando arrivi in una zona che non conosci la prima cosa ti consiglio di fare è lasciare tutta l’attrezzatura in macchina e iniziare a esplorare a piedi i dintorni, scattando foto per confrontare i vari soggetti e scegliere quello migliore.

Ad esempio questa prima foto mostra le colline intorno al paese. È il primo scatto che ho fatto.

Se non ti convince nessuno dei paesaggi che puoi raggiungere a piedi, puoi risalire in auto per esplorare posti un po’ più lontani. È quello che ho fatto io: qui sono arrivato in un campo. La forma del terreno mi piaceva come composizione, ma dato che in questi concorsi viene data molta importanza ai soggetti ho deciso di continuare a cercare, perché il paese non era abbastanza valorizzato.

Quello che vi suggerisco quando cercate un soggetto è di trovare qualcosa che vi stimoli interesse. Spesso succede d’istinto, come è successo a me quando ho visto i giochi di ombra sul campo della foto qui sotto. Questa composizione con le case sullo sfondo mi piaceva molto, ma l’ho scartata per lo stesso motivo di prima. Se non state partecipando a un concorso però scegliete pure quello che vi piace.

La mia ricerca è proseguita e mi sono ritrovato in un altro campo da cui sullo sfondo si vedeva il castello del paese. Qui arriva il consiglio più importante per dipingere en plein air:

Cercate di non morire.

Davvero. Dipingere en plein air vuol dire stare ore fermi nello stesso posto. Appena mi sono fermato per fare questa cosa mi sono detto che se fossi stato sette ore fermo sotto il sole sarei morto. È molto importante, specialmente a luglio, trovare una bella vista che vi dia la possibilità di dipingere all’ombra.

Quindi ho scartato anche questo posto e mi sono spostato verso la destinazione finale. In questo punto al riparo di un albero avevo una vista sul paese. Perchè ho scelto questo posto in controluce?

Dato che l’evento a cui stavo partecipando era un concorso di pittura, mi ero già fatto un’idea del soggetto che volevo dipingere e per il quale mi ero esercitato studiando colori e composizione, cioè questo dipinto di uno dei miei artisti preferiti: Marc Dalessio.

Marc Dalessio, Sun Dog, 90x110cm. Pubblicato nel suo blog in questa pagina: https://marcdalessio.com/recent-large-landscapes/

Il suo dipinto ritrae proprio un paese in controluce, incorniciato dal cielo e da un campo coltivato. Esattamente come la vista che avevo davanti.

Una volta che avete trovato il posto da dipingere, potete passare alla fase successiva.

Come dipingere en plein air: bozzetto preparatorio

Questa fase è la più veloce, si tratta solo di esplorare varie composizioni con taccuino e matita. In pochi minuti potete sperimentare con la composizione, le forme e le tonalità. Nel mio caso ho deciso di accorciare un po’ la massa di alberi sulla destra della collina per includere le colline che vedevo sullo sfondo e gli arbusti in primo piano.

Come dipingere en plein air: impostare il dipinto

Una volta che il bozzetto è pronto potete impostare il dipinto. Se non siete esperti di plein air vi sconsiglio di lavorare su un supporto così grande. Il mio dipinto misura 70x50cm, ed è fatto ad olio. Di solito dipingo su supporti molto più piccoli: 24x18cm o 30x20cm. Ponetevi il problema di come porterete il dipinto a casa, specialmente se è ad olio e quindi rischia di sporcare la macchina.

Dipingere su supporti più piccoli vi permette di impiegare meno tempo a terminare il dipinto. Contate che normalmente avete 2-3 ore di tempo prima che la luce cambi radicalmente.

Non serve eseguire un disegno troppo dettagliato. L’importante è impostare gli elementi più grandi: prendere bene le misure e riportarle correttamente sulla tela. Le misure degli elementi più piccoli andranno al loro posto da sole se avete fatto bene il vostro lavoro.

A proposito di tela: il mio consiglio è di usare panelli telati invece che le normali tele. Anche se siete all’ombra è possibile che la luce passi dal retro della tela rendendola semitrasparente e questo vi renderà tutto più difficile e frustrante.

In questa fase ho impostate le masse di colori principali e mi prendo una pausa. Mancano ancora 3 ore alla consegna. Se dipingete con colori tossici (cadmio, cobalto) fate attenzione a non contaminare il cibo e non toccatelo direttamente con le mani sporche. Questo vale per qualsiasi tecnica, non solo i colori a olio, che sono però quelli che sporcano di più e che è difficile lavare.

Come dipingere en plein air: finire il dipinto

Una volta impostate le masse più grandi il grosso del lavoro è finito. Potete dedicare il resto del tempo ad aggiungere dettagli e a definire meglio le forme degli elementi.

Nel mio caso il mio obiettivo era dare una forma al campo, per rendere bene l’inclinazione del terreno così come la percepivo dal mio punto di vista: le curve vicino agli arbusti sulla destra, la salita verso sinistra e poi l’avvallamento centrale. La luce che vedete sullo sfondo nella foto qui sotto non c’entra più nulla con il mio riferimento. Infatti la scena era in controluce al mattino quando ho iniziato, mentre in questo momento il dipinto era finito ed erano passate diverse ore. Anche il colore del cielo è completamente cambiato.

Come dipingere en plein air: l’attrezzatura necessaria

Vi consiglio di stare il più leggeri possibile con l’attrezzatura per dipingere en plein air. In questo caso come potete vedere avevo addirittura due cavalletti e una cornice, ma porto questa attrezzatura solo durante i concorsi. Infatti mi serve un cavalletto adatto a reggere tele grandi e un cavalletto aggiuntivo per la tavolozza. I partecipanti a questi concorsi tendono a eseguire dipinti grandi, e durante la mia prima esperienza ad una estemporanea ho realizzato che i dipinti piccoli spiccano meno quando accostati agli altri.

La cornice poi serve sempre al momento della consegna alla giuria. La cornice non serve quando si dipinge en plein air, a meno che abbiate la fortuna di trovare un acquirente che vi compra il quadro sul posto appena l’avete finito.

Normalmente però quando dipingo en plein air mi porto solo il cavalletto che vedete sulla destra. È una scatola che mi sono costruito da solo che funziona da tavolozza, da contenitore per i tubetti (sono nascosti sotto alla tavozza) e da supporto per la tela.

La scatola si aggancia ad un qualsiasi treppiede e come extra mi porto solo i pennelli e i contenitori ermetici per olio e solvente.

Ma faccio prima a farvelo vedere:

Riportare tutto a casa

Se dipingete ad acquerello e gouache, beati voi! I dipinti asciugano subito e trasportarli non è un problema. Se dipingete ad olio invece il problema si pone. L’olio macchia i sedili e i tessuti della macchina ed è molto difficile da rimuovere.

Quando dipingo quadri così grandi li metto nel bagagliaio della macchina senza nessun altro oggetto intorno: non voglio che durante il viaggio si rovinino a causa di oggetti che ci finiscono sopra durante curve o frenate. Zaino e cavalletti vanno sui sedili posteriori. Dato che mi capita di dipingere quadri così grossi solo alle estemporanee di pittura, ho sempre una cornice con cui proteggerli. Portatela anche voi per evitare che i bordi del dipinto rovinino i tessuti.

Quando invece dipingo in formati più piccoli ripongo i dipinti in contenitori che mi sono costruito da solo (li trovate anche in vendita, ma a costruire ci vuole davvero poco e vi costa molto meno).

Ed ecco il dipinto felicemente a casa. Spero che questi consigli vi possano aiutare a prendere confidenza con la pittura en plein air.

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